Dario Sammartino dopo il braccialetto: “Mi sono tolto un peso dalle spalle”

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Fonte Immagine Dario Sammartino – Sito ufficiale World Series of Poker

Dario Sammartino si gode il primo braccialetto portato a casa in carriera alle World Series of Poker. Un trionfo atteso da tanti anni e che è finalmente arrivato, dopo tante delusioni e qualche batosta pesante.

Proprio a questo, in una lunga intervista rilasciata per Assopoker direttamente da Las Vegas, Dario ha fatto riferimento: “Ci sono periodi, ed è successo anche nei primi giorni qui a Las Vegas, in cui mi sembrava di buttare via il mio tempo giocando a poker, perché sentivo come di toglierlo a lui. Ci sono state delle volte in cui ero al tavolo ma sarei voluto andare via, ad abbracciarlo e giocare con lui. Ho avuto difficoltà ad abituarmi alla lontananza da mio figlio: pensa che a Parigi avevo prenotato per una settimana all’EPT, poi sono uscito subito dal Main e non ho giocato altro, perché sono tornato immediatamente a casa”.

Dario Sammartino si toglie un peso

Un peso letteralmente tolto dalle spalle che equivale con uno dei più grandi trionfi della storia del poker italiano. Per Dario non è solo un braccialetto, ma anche un evento che gli consente di affrontare il resto delle WSOP 2024 diversamente: “Penso solo al fatto di essermi tolto un peso, una grossa scimmia dalle spalle. Secondo me, per come sono fatto, riprovarci e vincere ancora sarà se possibile più semplice, perché non lo farò più con quell’ossessione che mi sono portato dentro per anni”.

Ma come è nato l’amore di Dario Sammartino per le varianti? I Mixed Games ora rappresentano per lui qualcosa di più, al di là del braccialetto vinto: “Prima le varianti le giocavo solamente quando andavo a Las Vegas e miglioravo solo con l’esperienza che facevo lì ai tavoli. In questo ultimo anno, invece, ho iniziato a giocare una partita online 200/400 di Mixed Games insieme ai più forti al mondo. Ci sono Jason Mercier, Shaun Deeb, Viktor Blom, John Hennigan, praticamente tutti i top. Giocare con loro, ma anche guardare le mani che giocano, è stato ciò che mi ha fatto svoltare, migliorandomi tantissimo in molti giochi”.