Profitto costante: è un’impresa possibile?

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Accenni di strategia per trovare la tipologia di puntata ideale.

Se siete entrati in possesso dell’Almanacco Sportivo, la raccolta che consentì a Biff Howard Tannen di arricchirsi a dismisura, potete tranquillamente buttarlo nel cestino dato che quella particolare edizione si ferma all’anno 2000.

In mancanza di macchine del tempo, palle di vetro o altri strani sistemi per conoscere in anticipo i risultati sportivi, dobbiamo rassegnarci ad interpretare la suggestione dei ’guadagni facili e in breve tempo’ per quella che è: una favola. Anche nel mondo del betting è necessario ’lavorare’, fare i conti col tempo e col capitale investito, che equivale a parlare di strategia.
 
Il sistema più semplice per scommettere e calcolare le proprie possibilità di vittoria consiste nel puntare su un singolo evento sportivo. Utilizzeremo come esempio il calcio, ma le conclusioni si adattano a qualsiasi sport .

Su quale quota scommettere?


Se scommettessimo su eventi praticamente certi, come una vittoria casalinga del Barcellona contro una qualunque squadra sotto la settima posizione in classifica nella Liga, ci troveremo davanti una quota di poco superiore all’1. Se fosse 1.08, guadagneremmo l’8%, 8 centesimi per ogni euro investito. Se la perdessimo, dovremmo vincerla 13 volte consecutive per recuperare. 

Perciò, per quanto la statistica possa giocare a nostro favore, il margine di guadagno sarebbe minimo. E’ possibile invece identificare delle partite dal risultato più incerto, almeno all’apparenza, ma che a ben guardare possono rivelarsi delle ottime scommesse in base all’analisi di vari fattori statistici e ambientali, quali lo stato di forma della squadra, eventuali problemi nello spogliatoio e numerose altre sfumature. 

Il primo consiglio quindi è quello di specializzarsi, scommettendo su una particolare tipologia di evento, individuando una quota specifica in un determinato campionato. La nostra scelta potrebbe ricadere sul campionato di Serie A, una vittoria casalinga e una quota intorno al 2,00 (1,80-2,20). La nostra analisi statistica si concentrerà nell’individuare quali delle possibili candidate abbia le maggiori probabilità  di verificarsi e offra maggior valore. 

Un esempio concreto.

Prendiamo il match tra Carpi e Empoli realtivo alla 35° giornata di Serie A. 
Quali fattori possono indurci a scommettere su questo evento? 
– la forte motivazione del Carpi a fare risultato nel match casalingo

-la necessità di ottenere punti salvezza in uno degli incontri più “semplici” per i padroni di casa da qui al termine della stagione,

– l’apparente mancanza di obiettivi per gli ospiti.

Considerazioni: il Carpi ha ottenuto 23 dei 35 punti in classifica tra le mura amiche (65%) mentre l’Empoli ha perso 9 volte in trasferta su 18 (5 sconfitte su 5 nell’ultimo periodo).
La quota 1 ha un valore medio tra 1,8 e 1,92, già interessante. Possiamo leggere la partita attraverso le statistiche per affinare la nostra giocata: non ci aspettiamo tanti gol, i risultati più probabili che vedrebbero vincenti la nostra scommessa sono 1-0  2-0 e 2-1. Possiamo quindi scegliere il mercato che ci offre più valore: ad esempio 1/under 2,5, 1/no gol, 1 con margine di vittoria 1 (quota media 3,50 la nostra scelta). 
La prima scommessa copre 1-0 e 2-0, la seconda tutte le vittorie senza subire reti, la terza tutte le vittorie con un gol di scarto. 

Level up, Level down, incassare le vincite. 

Il nostro piano d’azione deve essere ponderato e le nostre mosse finanziarie devono essere previste con largo anticipo. Dobbiamo impostare delle soglie (di guadagno o perdita) oltre le quali cambieremo il modo di giocare. 
Se abbiamo perso una parte consistente del capitale (ad esempio – 40%), potremmo essere tentati dall’aumentare il nostro rischio per recuperare le perdite, ma questo non deve assolutamente accadere. L’obbiettivo invece deve essere quello di ridurre la nostra esposizione e ridimensionare le puntate in maniera ’automatica’.

Se il nostro gioco dovesse essere vincente ormai da lungo tempo, potremmo considerare di aumentare le puntate, o finalmente concederci di incassare parte delle vincite. Se siamo dei giocatori vincenti dobbiamo percepirlo anche nella realtà.

Giocare per vincere o vincere per  poter giocare?

Il modo in cui decidiamo di approcciarci al gioco ci apre diversi scenari e da vita a nuovi quesiti:  
Quanto mi aspetto di vincere prima di ’incassare’ materialmente la vincita?
Quando è il momento di salire di livello? 

E’ difficile dare una risposta secca a queste domande, dipende ovviamente dalla portata degli investimenti e dalla propensione a reinvestire gli utili nell’ottica di un level-up. 

Come in qualsiasi campo c’è chi si accontenta e chi punta più alto degli altri. Di certo è bene fissarsi degli obbiettivie non sperperare tutto al primo shot: ogni vincita infatti deve essere inserita in un quadro più ampio se intendete continuare a scommettere e di conseguenza andrà a bilanciare quelle volte in cui la fortuna ci abbandona proprio al novantesimo. 

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