Web3 e Blockchain: l’Osservatorio del Politecnico di Milano fa il punto sul 2023

0
160
Osservatorio Blockchain e Web3

Il 2023 è stato un anno positivo per lo sviluppo del Web3 e della Blockchain in Italia, in Europa e nel mondo? A questa domanda, e a tante altre, si promette di rispondere l’Osservatorio Blockchain&Web3 del Politecnico di Milano, che farà il punto con un convegno ad hoc, in programma per il 19 gennaio 2024 ore 18.00 al campus Durando della città meneghina.

Sarà un’occasione per tutti gli appassionati per conoscere le ultime novità su queste interessanti tecnologie, per capire come si posizionano le aziende italiane rispetto a quelle estere, per valutare la loro capacità di cavalcare il cambiamento.

Sarà anche un’occasione per saperne di più, per aggiornarsi sui progressi tecnologici e sulle applicazioni della blockchain e del Web3 nel mondo reale.

Anche perché l’Osservatorio del Politecnico di Milano appare oggi come l’ente di ricerca più qualificato, in Italia, per parlare di questi temi. E’ stato fondato infatti nel 2018, quando la blockchain era ancora un argomento di nicchia e il Web3 era solo un’ipotesi.

Di cosa si occupa l’Osservatorio Blockchain e Web 3 del Politecnico di Milano

L’Osservatorio Blockchain & Web 3 è frutto della sinergia tra il Dipartimento di Ingegneria Gestionale (DIG) e il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB). Dunque, dispone di competenze variegate, di un background di skill e competenze che gli permette analizzare tutti gli aspetti di queste tecnologie.

E in effetti fin da subito l’osservatorio ha abbracciato il valore della multidisciplinarità. Lo si evince anche dai filoni di ricerca, che riguardano aspetti economici (business), tecnici e legalistici.

In estrema sintesi, l’osservatorio:

  • Analizza i progetti internazionali e italiani da parte di aziende start up e di media entità;
  • Analizza lo stato di adozione ed evoluzione a livello corporate e consumer di criptovalute;
  • Analizza l’impatto della blockchain sugli ecosistemi delle imprese e sui processi aziendali;
  • Valuta le applicazioni dei sistemi dAPP (decentralized apps);
  • Valuta e le modalità di creazione delle organizzazioni che, dal basso, governano le applicazioni della blockchain e del Web3 (le cosiddette DAO),
  • Analizza i risvolti lato privacy,
  • Analizza le conseguenze per il consumo di energia, con un focus sulla scalabilità e sulle performance;
  • Mappa le principali regolamentazioni, proponendo soluzioni alternative o implementative.

Uno sguardo al Web3 e alla Blockchain

Giunti a questo punto, è utile un recap sulla Web3 e sulla Blockchain. Lo faremo rispondendo alle domande più classiche: cos’è il Web3? Cos’è la blockchain? Come funzionano? A cosa servono?

Il Web3 rappresenta l’evoluzione di internet, mirando a una maggiore decentralizzazione, apertura e utilizzo di tecnologie come la blockchain. Differisce dal Web tradizionale, dove i dati e i contenuti sono gestiti principalmente da un numero limitato di entità centralizzate (come grandi aziende tecnologiche), puntando invece su un sistema più democratico e distribuito. Grazie al Web3, gli utenti non solo possono fruire i contenuti (come nel Web 1.0), non solo possono produrre autonomamente i contenuti (come nel Web 2.0), ma possono trarre guadagni diretti da essi. 

La blockchain è una tecnologia fondamentale all’interno del Web3. È essenzialmente un registro digitale distribuito, dove le transazioni o i dati vengono registrati in modo cronologico e immutabile. Ogni “blocco” di dati è collegato al precedente in una “catena”, creando un registro storico che è quasi impossibile da modificare o hackerare senza essere rilevato. Questo sistema garantisce la sicurezza e la trasparenza delle informazioni.

Il funzionamento della blockchain si basa su principi di crittografia, consenso distribuito e decentralizzazione. Quando una transazione viene effettuata, viene prima criptata e poi trasmessa a una rete di computer, chiamati nodi. Questi nodi convalidano la transazione utilizzando un processo di consenso, che può variare a seconda della specifica blockchain. Una volta convalidata, la transazione viene aggiunta a un blocco, che è poi collegato alla catena esistente. Ogni blocco contiene un identificativo unico chiamato hash, oltre al hash del blocco precedente, che serve a garantire l’integrità dell’intera catena.

Il Web3 e la blockchain hanno un’ampia gamma di applicazioni. Nell’ambito finanziario, la blockchain abilita le criptovalute come Bitcoin e Ethereum, offrendo un mezzo di scambio digitale sicuro e decentralizzato. Nel settore del business, consente una maggiore trasparenza e efficienza nelle catene di fornitura e nei processi di contrattazione, grazie alla possibilità di implementare contratti intelligenti (smart contracts) che si auto-eseguono in base a condizioni predefinite, andando oltre i meccanismi delle certificazioni mediante pubblico ufficiale. In ambito sociale e di governance, può supportare sistemi di voto elettronico più sicuri e sistemi di identità digitali affidabili.