Cosa c’entra la blockchain e il settore del lusso: un evento a Parigi svela l’arcano

Blockchain e settore del lusso

Che rapporto esiste tra il settore del lusso e la blockchain? Si sarebbe portati a rispondere: nessuno. D’altronde, le dinamiche di questi due ambiti sembrano essere lontane anni luce le une dalle altre. Da un lato la moda, la gioielleria, l’automobilistica di livello; dall’altro l’hi-tech, la sicurezza, la gestione dati, la privacy.

Eppure un rapporto c’è e, anzi, si segnalano le condizioni affinché questo rapporto si intensifichi. O è ciò che emerso da un interessante evento tenutosi qualche giorno fa a Parigi. Ne parliamo qui.

Il rapporto tra lusso e blockchain fin qui

Fino a questo momento, il rapporto tra mondo del lusso e blockchain è sembrato scarno, insignificante, quasi inesistente. Le aziende del mercato luxury, infatti, si sono mosse con circospezione appena condita da un briciolo di curiosità. Dunque, più o meno come le aziende di altri settori non direttamente esposti ai cambiamenti che la blockchain promette di apportare. Nella maggior parte dei casi, hanno considerato la blockchain esclusivamente come tecnologia base delle criptovalute, valutando – comunque superficialmente – la possibilità di accettare pagamenti in criptovalute.

E invece, a quanto pare, la blockchain può essere di grande aiuto al settore del lusso, fino a risolvere uno dei problemi che lo attanaglia da qualche decennio a questa parte: la contraffazione.

Il tema è stato trattato alla NFT Paris Conference, tenutasi nella capitale francese il 23 e il 24 febbraio 2024. All’evento hanno partecipato alti dirigenti di molti brand del mondo della moda, delle cause automobilistiche di alta gamma, della gioielleria. Ovviamente, hanno partecipato alcuni esimi esponenti del mondo crypto, sviluppatori e investitori.

Al centro del dibattito, le applicazioni della blockchain nel settore del lusso, l’esplorazione di soluzioni per trasformare la blockchain in una risorsa preziosa, dai risvolti pratici.

Le applicazioni della blockchain nel settore del lusso

Dunque, quali sarebbero le applicazioni della blockchain nel settore del lusso? La domanda non è di poco conto. In primo luogo luogo, perché rispondere significa presupporre la capacità della tecnologia blockchain di impattare sull’ennesimo settore merceologico. In secondo luogo, perché in effetti le applicazioni appaiono tutt’altro che scontate. 

Ebbene, queste applicazioni riguardano la lotta alla contraffazione. Nello specifico, si tratta di trasformare un obbligo UE in una opportunità. L’obbligo in questione consiste nella dotazione dei DPP, ovvero dei passaporti per prodotti digitali. I DPP hanno lo scopo di informare gli utenti dell’origine dei prodotti in vendita, fornendo indicazioni sui materiali, sui processi di produzione etc.

Ebbene, la blockchain potrebbe rappresentare lo strumento per garantire trasparenza alla filiera, per raccogliere, memorizzare e blindare le informazioni sulle origini dei capi di abbigliamento, dei materiali utilizzati per la produzione di gioielli e automobili. D’altronde, come noto, la blockchain assicura l’inviolabilità dei dati. Proprio tale inviolabilità può essere il punto di partenza per “marchiare” i prodotti e porli al riparo da qualsiasi tentativo di contraffazione. Un capo contraffatto, a differenza di un capo originale, non potrà detenere lo stesso DPP di un capo originale.

Cosa aspettarsi nell’immediato futuro

Questo modo di intendere la blockchain non è insolita e soprattutto non è inedita. Sta infatti per essere sperimentata anche nell’agricoltura e nella gastronomia. Lo scopo è sempre lo stesso: rendere riconoscibili i prodotti contraffatti, isolarli, denunciarli alle autorità. Questo utilizzo della blockchain potrebbe rivelarsi risolutivo, in primis per la sua intrinseca efficacia e in secondo luogo per le dinamiche di deterrenza che pone in essere.

Quante sono le probabilità di vedere la blockchain integrata nei processi di produzione del settore moda? Secondo gli esponenti di Aura Blockchain Consortium, che ha partecipato all’evento di Parigi, sono altissime. La stessa Aura è la dimostrazione dell’interesse del settore lusso verso la blockchain. Ad essa, infatti, hanno aderito alcuni grandi marchi come Louis Vuitton, Mercedes Benz, Prada, Dior, Bulgari e Cartier.