ETF Bitcoin, raccolta pazzesca: si aprono nuovi scenari

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Etf Bitcoin

Gli ETF sul Bitcoin sono disponibili da poco più di un mese e stanno già esercitando un impatto sul mercato quasi senza precedenti. I numeri non lasciano adito a dubbi: stanno andando meglio del previsto, anzi… Molto meglio del previsto. A tal punto da aprire nuovi scenari non solo per il Bitcoin medesimo, ma anche per il mondo crypto in generale.

Ne parliamo qui, dando contezza dei risultati che gli ETF Bitcoin stanno registrando e riflettendo sui cambiamenti che il loro successo sta innescando, anche e soprattutto sul fronte prezzi.

ETF Bitcoin, una svolta epocale

L’approvazione degli ETF sul Bitcoin da parte della SEC ha destato un certo scalpore. Certo, a guardare i documenti delle società emittenti i più esperti già intravedevano l’esito positivo, ma è altrettanto evidente che il sì del più importante istitito di vigilanza americano abbia segnato una svolta epocale. 

E’ stata infatti la prima volta di ETF spot, ovvero ETF che utilizzano i Bitcoin nella veste di sottostante diretto. i più ottimisti ipotizzavano una buona raccolta in termini di liquidità, i detrattori invece richiamavano al magro bottino degli ETF future messi in commercio qualche anno fa.

Ebbene. i risultati ad oggi (fine febbraio 2024) danno ragione ai primi. Gli ETF Bitcoin hanno già raccolto qualcosa come 10 miliardi di dollari. Si parla ormai di quasi mezzo miliardo al giorno, cifre che fanno concorrenza agli ETF di maggior successo (quelli sul petrolio di inizio 2014).

C’è chi potrebbe pensare a una sorta di bolla pronta a scoppiare. Si tratta però di un’ipotesi poco probabile. In primo luogo, perché sono le stesse caratteristiche degli ETF a disincentivare le dinamiche di bolla (stimolano alla retention più che alla speculazione). In secondo luogo, perché il successo degli ETF Bitcoin potrebbe essere giustificato, oltre che da banali dinamiche di mercato, dalla solidità dei prodotti. Non bisogna dimenticare che dietro vi sono grandi nomi del risparmio gestito: BlackRock, Fidelity, Invesco e altri.

L’impatto sui prezzi

Alla luce di quanto detto fin qui, è interessante analizzare l’andamento del Bitcoin sul mercato. Un andamento più che positivo. Dopo il piccolo sbandamento di metà gennaio, cagionato forse dalle azioni preventive dei miner (ne abbiamo parlato qui), il Bitcoin ha accelerato la sua corsa al rialzo, portandosi oltre i 50mila dollari. Una quota, questa, che segna il massimo da quasi un anno e mezzo a questa parte, e che registra un interessantissimo +25% a un mese.

L’impatto sui prezzi degli ETF Bitcoin sembra essere dunque più che positivo. Forse… Troppo positivo. E allora vale la pena cercare le ragioni di questo rialzo anche altrove. Non che si debba andare molto lontano, visto che il candidato più probabile corrisponde all’evento più importante dell’anno per il Bitcoin: l’halving.

Per halving si intende il dimezzamento del numero di Bitcoin effettivamente “minabili” e quindi immettibili sul mercato in un dato lasso di tempo. Si tratta di un evento a cadenza regolare, pensato dagli sviluppatori per sostenere i prezzi.

La verità è che l’halving è per definizione un riduttore dell’offerta. Se consideriamo che dall’altro lato abbiamo un fattore che espande la domanda, ecco svelato l’arcano: il Bitcoin sta crescendo oltre le aspettative per la più banale delle leggi di mercato, quella della domanda e dell’offerta.

Il Bitcoin meglio dell’oro?

Chiudiamo con una nota che fa riflettere. Un’altra partita di ETF che all’epoca fece scalpore, in quanto inedita, fu quella sull’oro fisico. Se guardiamo ai dati storici, si scopre però che gli ETF sull’oro fisico impiegarono quasi due anni per raggiungere i risultati che gli ETF sul Bitcoin hanno raggiunto in poco più di un mese. Da questo punto di vista, il paragone non regge, e non regge a favore di Bitcoin.

Non è un dato di poco conto, se si considera la diatriba tra i fautori e i detrattori del Bitcoin. I primi lo considerano come l’oro del futuro, come il bene rifugio dei prossimi anni. I secondi rigettano nettamente questi ipotesi. Ebbene, se è vero che tutto fa brodo, e che i segnali vanno colti nella loro interezza, si può immaginare che proprio grazie ai suoi ETF i Bitcoin abbiano messo a segno un punto importante nella strada verso la qualifica di “nuovo oro”.