Central Bank Digital Currency: cosa sono e perché potrebbero rivoluzionare il mondo crypto

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Digital Currency

Central Bank Digital Currency. Gli appassionati di criptovalute certamente conoscono questo termine e le implicazioni che genera per il mondo crypto. Gli amatori, o semplicemente chi si è approcciato a questo tipo di asset da poco, potrebbero manifestare un certo disorientamento. Anche perché di Central Bank Digital Currency si parla sempre più spesso, e con toni accesi. E’ un argomento che alimenta il dibattito.

Dunque, vale la pena fare il punto della situazione, spiegare cosa sono le Central Bank Digital Currency, i rischi e le opportunità che questi strumenti producono per gli investitori.

Una definizione di Central Bank Digital Currency

Il significato di Central Bank Digital Currency è insito nel suo stesso nome. Anzi, è esattamente ciò che sembra: una valuta digitale delle banche centrali, una sorta di criptovaluta istituzionale.

Il concetto può generare qualche perplessità, se si pensa che le criptovalute sono state progettate per sfuggire al controllo delle banche centrali, per fornire un mezzo di pagamento totalmente decentralizzato e indipendente.

E invece la tecnologia che sta dietro le criptovalute può essere utilizzata per creare valute altrettanto digitali, dall’architettura simile, ma emesse e garantite dai massimi istituti finanziari. 

Sia chiaro, le possibilità delle Central Bank Digital Currency sono ancora inesplorate. Ad oggi, in pieno 2024, i progetti che hanno visto la luce sono pochi. Il riferimento è a Petro, valuta digitale del Venezuela che però si è rivelato un mezzo fallimento; e allo Yuan digitale, che in Cina sta dimostrando di reggere, e anzi di riuscire a integrarsi bene con il tessuto economico.

In Occidente, desta interesse il progetto dell’Unione Europea, che sta procedendo a ritmi non esattamente serrati ma sembra avere fondamenta solide.

Le caratteristiche della Central Bank Digital Currency

Le Central Bank Digital Currency vengono chiamate criptovalute istituzionali, ma rispetto alle criptovalute standard vantano delle differenze importanti. Dunque, vale la pena esplorare le caratteristiche.

  • Carattere eterodiretto. Le CBDC (questo l’acronimo con cui sono conosciute) vengono emesse dalle banche centrali, esattamente come qualsiasi altra valuta tradizionale. Dunque, sono eterodirette. La banca centrale può restringere e ampliare l’offerta come fa la BCE con l’euro, la Fed con il dollaro, la Bank of England con la sterlina etc.
  • Stabilità. Proprio in virtù della presenza ingombrante delle banche centrali, le CBDC sono molto più stabili di una qualsiasi altra criptovaluta. Le fluttuazioni di prezzo ci sono, o ci saranno (per quelle di là da venire) ma potrebbero essere paragonate a quelle delle valute tradizionali. D’altronde, sono pensate non già come asset speculativo, ma come strumento per le transazioni economiche.
  • Sicurezza. Le dinamiche di emissione e di gestione del prezzo suggeriscono un ruolo di massima garanzia delle banche centrali. Tale garanzia, unita a un’architettura che certamente si rivelerà solida (vista la potenza di fuoco di cui le istituzioni possono disporre) e farà delle CDBC uno strumento potenzialmente molto sicuro.

Se avete notato delle similitudini tra le CBDC e le valute classiche, c’avete visto giusto. Sono in effetti molto simili. E allora qual è il loro senso? Semplice: garantire una sorta di alternativa al contante, dunque uno strumento privato e potenzialmente anonimo, ma che possa essere utilizzato “a distanza”, per gli acquisti digitali.

Cosa cambia per gli investitori

E’ facile immaginare una crescente diffusione delle CBDC da qui a qualche anno. Cosa cambia per gli investitori? Beh, senz’altro avranno dalla loro un nuovo strumento di pagamento, da poter impiegare come il contante ma finalizzato alle transazioni digitali.

Per quanto concerne il capitolo “investimento speculativo”, le opportunità sono molto più opache e molto meno chiare. D’altronde, le CBDC si preannunciano come molto stabili, poco inclini alle fluttuazioni di prezzo. Insomma, si potrebbe ipotizzare la nascita di una sorta di costola del Forex Trading, in cui le coppie di valute conterranno anche le valute digitali, oltre ai classici euro, dollaro, sterlina, yen, yuan, franco svizzero etc.