Martin Jacobson e le WSOP: il livello di gioco è nettamente inferiore all’Europa

0
710

[RexpansiveSection section_name=”” color_bg_section=”” image_bg_section=”” id_image_bg_section=”” video_bg_url_section=”” video_bg_id_section=”” video_bg_url_vimeo_section=”undefined” dimension=”full” margin=”” layout=”fixed” block_distance=”0″ full_height=”” custom_classes=”” section_width=”” responsive_background=””][RexpansiveBlock id=”block_0_0″ type=”text” col=”1″ row=”1″ size_x=”12″ size_y=”2″ color_bg_block=”” image_bg_block=”” id_image_bg_block=”” type_bg_block=”” photoswipe=”” linkurl=”” zak_background=”” zak_title=”” zak_side=”” zak_icon=””]

Il campione del mondo 2014 Martin Jacobson, tira le somme sull’edizione 2018 delle WSOP. E senza peli sulla lingua, afferma che il livello medio del gioco espresso a Las Vegas è nettamente inferiore a quello Europeo. Ci spiega il perché. 

Martin Jacobson quando parla viene preso molto in considerazione e soprattutto non è mai banale, rispetto a qualche suo collega. Lo svedese, campione del mondo 2014, ha analizzato le WSOP 2014 e oltre a trarne un bilancio personale, analizza il livello di gioco. A suo dire ogni volta che si presenta a Las Vegas compie un salto temporale che lo riporta indietro di qualche anno. 

Insomma secondo Martin Jacobson il divario fra Europa e America si fa sempre più netto e a favore del Vecchio Continente. Il motivo principale sta nel fatto, che negli USA, tranne qualche stato, non è possibile giocare online. Un fattore assai pesante secondo il suo punto di vista.

I giocatori europei possono iscriversi in qualunque momento agli eventi online, mentre quelli a stelle e strisce che vivono in stati dove non esiste una regolamentazione del poker online, non possono farlo.

In pratica non hanno una “palestra virtuale” in cui crescere e migliorarsi. Un aspetto troppo importante in un poker che cresce e si evolve a ritmi forsennati.Questo comporta che anche il giocatore amatoriale in Europa possa esprimere un buon livello di poker. Cosa che invece lo svedese non si sente di affermare per quelli americani. 

Le WSOP 2018 hanno poi messo in evidenza un altro punto importante. Gli eventi dal buyin elevato, sono ormai preda dei top players, dove il livello si è innalzato tantissimo e diventa difficile emergere in quegli eventi. Per questo motivo Jacobson preferisce tornei dal buyin basso e con field oceanici. E qui lo svedese si riallaccia al discorso del giocatore medio americano. Risulta più facile affrontarlo e tentare la scalata al bracciale. 

Ma ovviamente, il suo torneo preferito alle WSOP resta il main event. Secondo Martin Jacobson, nonostante un buyin di 10.000 dollari, non possiamo considerarlo un high roller. Infatti a suo modo di vedere, nessun altro torneo al mondo dallo stesso buyin riesce a mettere assieme oltre 7 mila paganti. Inoltre accanto a tantissimi giocatori affermati, ci sono una miriade di giocatori occasionali pronti a vivere il sogno del grande colpo. 

Martin Jacobson

Europa batte USA quindi. Il tanto sospirato sorpasso del Vecchio Continente è arrivato secondo Jacobson. E se lo dice un campione del mondo, bisogna per forza crederci. 

[/RexpansiveBlock][/RexpansiveSection]